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Una nuova era: il mondo dopo la BCE

Dopo il via libera della Banca Centrale Europea all’allentamento quantitativo, con il bene placito della Bundesbank, siamo entrati ufficialmente in una nuova era. Ci troviamo infatti in una situazione macroeconomica particolarmente favorevole e fiorente in cui, da un lato i bassi costi delle materie prime e dall’altro le politiche economiche espansive, dovrebbero sostenere i prezzi dell’equity con benefici tangibili anche nell’economia reale.

Ma analizziamo con calma i diversi fattori:
1- il basso costo delle materie prime, e in particolare dell’energia, costituiscono un beneficio reale per le imprese ed in particolare per il settore dei trasporti
2- i bassi tassi di interesse consentono, oltre a un importante risparmio per lo Stato, anche la possibilità per il privato di prendere in prestito denaro a condizioni particolarmente vantaggiose
3- la valuta debole attrae capitali e investimenti stranieri in grado di sostenere i listini azionari e favorire le operazioni di finanza straordinaria come acquisizioni e fusioni
4- le riforme strutturali richieste dall’UE favoriranno una crescita sostenibile dell’economia reale nel medio e lungo termine

Naturalmente i fattori di rischio, come ben sapete, sono sempre dietro l’angolo ed una nuova bolla può nascere e scoppiare in qualsiasi momento (vedi sistema bancario “ombra” in Cina, tensioni geopolitiche tra l’America e la Russia o possibile ristrutturazione del debito greco, senza dimenticare tra l’altro un possibile prossimo aumento dei tassi di interesse in America).

Salvo imprevisti però si dovrebbe assistere, nel corso dei prossimi anni, ad un vero e proprio boom economico che potrebbe portare i nostri listini a livelli fino a poco tempo fa impensabili e le nostre aziende ad aumentare la redditività. A tutto ciò non dobbiamo dimenticare di aggiungere che gli indici americani si trovano in una situazione di ipercomprato, appesantiti tra l’altro dalla perdita di competitività delle aziende a stelle e strisce a causa di un dollaro molto forte. Questa situazione dovrebbe pertanto spingere gli investitori a spostare i loro capitali in mercati “a sconto” come l’Europa ed in particolare l’Italia.

Naturalmente, se questa situazione porterà benefici in termini di crescita e occupazione, i veri vincitori saranno ancora una volta gli americani che con i loro dollaroni potranno fare shopping di aziende nostrane guadagnando sia sul fronte del prezzo che del cambio. E a noi comuni mortali non resterà che accontentarci delle briciole che i grossi capitalisti d’oltreoceano lasceranno gentilmente cadere dalle loro laute mense.

1 Comment

  1. […] In base alle proiezioni dell’analisi tecnica, sul nostro FTSEMIB, ci troviamo ancora nella parte bassa di un canale di progressione che proietta un target di arrivo all’incirca a 37.000 punti indice. Inoltre stiamo vivendo una condizione macroeconomica particolarmente favorevole e fiorente per l’Europa (vedi l’articolo Una nuova era: il mondo dopo la BCE). […]

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