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EUR CHF: la porcata del decennio sul Franco Svizzero ed i possibili scenari di breve

Ieri, 15 gennaio 2015, è successo un fatto importante sui mercati finanziari e nello specifico nel mercato valutario ai più conosciuto con il nome di forex. In pratica il cross Euro-Franco Svizzero è letteralmente crollato dalla soglia tecnica di 1,2 ad un minimo di 0,86 circa per poi assestarsi sulla parità di cambio a ridosso di 1. Come mai un movimento così brusco sul mercato delle valute e quali le conseguenze che questo tsunami ha prodotto?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un salto indietro di tre anni quando la Banca Centrale Svizzera per difendere la sua valuta da un eccessivo apprezzamento dette inizio ad una politica monetaria finalizzata a mantenere il cross ad un livello prossimo ad 1,2 comprando massicciamente euro e vendendo franchi. Ieri però a sorpresa, dopo oltre tre anni, ha ufficialmente fatto saltare la barriera provocando una vera e propria valanga di acquisti sulla valuta elvetica e generando un movimento speculativo mostruoso. Come se non bastasse ha introdotto tassi negativi sui depositi a -0,75% dal precedente -0,25%. La cosa più subdola però è che dieci giorni prima il presidente della BNS, Thomas Jordan, aveva affermato che la soglia di 1,2 franchi per euro sarebbe rimasta irrinunciabile. La domanda allora sorge spontanea: ci si può fidare ancora delle parole dei banchieri centrali? a voi la risposta…
Passando al piano delle conseguenze che tale azione ha portato menzioniamo innanzitutto i numerosi conti “saltati” dei poveri investitori che erano short a leva su franco svizzero basando il loro investimento sulla fiducia delle parole di un banchiere centrale. Molti di loro infatti si sono trovati le posizioni chiuse a mercato laddove il broker è riuscito a stoppare le perdite o con debiti superiori al capitale investito (a carico del broker o del cliente?) laddove il broker non è riuscito a chiudere le posizioni in marginazione.
Dal punto di vista macroeconomico invece ciò ha provocato un crollo speculativo del mercato svizzero, una salita dell’oro di alcuni punti percentuali e conseguenze ancora non quantificabili nel medio periodo. A questo punto la domanda che sorge spontanea è la seguente: come mai la Svizzera ha avuto tanta fretta nel far saltare la barriera? Le possibili risposte sono due: o la Banca Centrale Svizzera pensa che la Banca Centrale Europea farà a breve un Quantitative Easing mostruoso comprando ingenti quantità di titoli di stato europei e di conseguenza deprezzandro la valuta comunitaria o teme una rottura dell’euro…
Una cosa è certa, qualsiasi cosa è stata decisa ai tavoli dell’alta finanza a breve ne vedremo delle belle… il vix (indice della volatilità) ha preso a salire e in un verso o nell’altro questo inizio 2015 sembra ci voglia portare sulle montagne russe (il riferimento alla Russia è puramente casuale… ma non troppo). Ricordo agli appassionati di finanza che il 22 gennaio ci sarà la riunione del board della Banca Centrale Europea e il 25 gennaio le votazioni in Grecia, due eventi in grado di muovere il mercato e di parecchio. Il mio consiglio pertanto è di stare alla finestra per capire quali saranno i movimenti dei grossi prima di prendere posizione e rischiare una “porta in faccia”. Per i più sofisticati invece interessante sarebbe adottare una strategia in spread, magari tramite opzioni, in grado di prendere profitto da una forte salita o da una forte discesa dei mercati finanziari (vedi butterfly).
Stay hungry stay foolish!

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