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Stati Uniti e Russia: è tutta una questione di petrolio

Ricapitoliamo gli eventi geopolitici degli ultimi tempi e cerchiamo di capire cosa c’è sotto… Allora, come vi ricorderete, proprio mentre si tenevano i giochi olimpici di Sochi, che avrebbero riportato la Russia sotto i riflettori mondiali, scoppiava in Ucraina una rivoluzione (pilotata?) che portava il presidente Yanukovich ad una fuga verso Mosca. L’Ucraina, per chi non lo sapesse, possiede importanti riserve di gas naturale oltre che numerosi gasdotti che collegano la Russia con l’Europa. Ritornando agli eventi, proprio mentre sembrava che l’Ucraina fosse ormai “liberata” dal vecchio presidente, manifestando tra l’altro la volontà di alcuni dirigenti di aderire all’Europa, a sorpresa il presidente della Russia Vladimir Putin occupava la Crimea, un territorio strategico dell’Ucraina meridionale nonché “vedetta” del Mar Nero, con un esercito di ben 80.000 uomini. Del resto cosa avrebbe fatto l’America se fosse stata fomentata una rivolta in Messico?

Ma bando ai commenti, dopo pochi giorni dall’occupazione della Crimea, Putin indice un referendum per l’annessione della stessa alla Russia cui vota favorevolmente una grandissima maggioranza della popolazione essendo la Crimea una regione russofona. Pronti arrivano i commenti dell’America in primis ed in secondo luogo dell’Europa che dipingono come incostituzionale il referendum essendo stato quest’ultimo votato solo dalla Crimea e non dall’intera Ucraina. Dopo le accuse ecco che partono le prime sanzioni, da una parte e dall’altra… si tratta per lo più di sciocchezze come il congelamento di fondi di alcuni esponenti dell’oligarchia russa, peraltro annunciati alcuni giorni prima, a cui seguono risposte similari da parte di Mosca. La sanzione più pesante, per il suo livello simbolico, è stata l’esclusione della Russia, almeno per il momento, dal G8.

Ed ecco che arriviamo a questi giorni. Obama fa un bel viaggetto in Europa e dice: “Le sanzioni alla Russia saranno molto più pesanti di quelle adottate fin’ora. Andremo a colpire interi settori dell’economia Russa, in particolare quello del gas e del petrolio” tatà… “Non vi preoccupate amici miei, non rimarrete senza benzina e senza riscaldamento in quanto l’america darà a voi il gas e il petrolio che vi serve”. Per chi non lo sapesse l’America da alcuni anni ha avviato una politica di produzione energetica attraverso lo sfruttamento dello shale gas, gas naturale liquefatto ottenuto dalla frammentazione delle terre argillose, e di petrolio estratto con metodologie non convenzionali.

A mio avviso le cose sono andate pressapoco così: Obama e Putin, da buoni amici, hanno fatto finta di litigare, poi si sono messi d’accordo. Obama dice a Putin: “Dear Vladimir, facciamo così, noi abbiamo un sacco di gas e di petrolio da vendere, almeno quanto te… ora noi lo vendiamo all’Europa e tu ti cerchi nuovi acquirenti in Asia. La Cina e l’India possono essere degli ottimi partner, se vuoi ci metto la buona parola” sicché Putin risponde “Caro Barack… ma gli Europei non si incazzeranno per questo?” e Obama “Affatto, senti un po’, noi facciamo finta di litigare così la cosa sarà credibile… e poi non dimenticare che siamo stati noi Americani a salvarli dalle grinfie di Hitler!” e ancora Putin “Va bé… come dici tu. Però sé se ne accorgono è stata una tua idea”.

Neanche finisco di formulare questa ipotesi e cosa leggo? Molti giornali danno la notizia a grandi lettere “Gas e petrolio americano all’Europa”, ecco spiegato il motivo della visita. Apro i grafici e cosa vedo? Il petrolio che rompe la barriera dei 100 dollari e schizza verso l’alto ed il gas rimbalza dall’ultima correzione. E se proprio vogliamo essere precisi ecco spiegato perché da un po’ di giorni il Dow Jones (settore industriale) sovraperforma il Nasdaq (settore tecnologico). Come vi ricorderete alcuni giorni fa avevo aperto uno spread su questi due indici ed oggi, in vista della mia idea, ho deciso di incrementare le mie posizioni long sul petrolio e sul gas naturale. E che vi devo dire, facciano pure quello che vogliono, noi ci adattiamo… ah, un’altra cosa, non dimenticate mai le parole vecchio buon Andreotti: “A pensare male finisce che ci si indovina”.

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