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La via del guerriero

A pochi giorni dall’apertura del blog abbiamo parlato già di diversi argomenti spaziando dalla finanza alla comunicazione fino ad arrivare alla gastronomia molecolare con l’esperimento della sferificazione del caffè.

Oggi vorrei introdurre invece un nuovo argomento a me caro, quello delle arti marziali. Sono ormai diversi anni che pratico con costanza e dedizione il wing chun, un’arte marziale cinese che trae origine dalla cultura dei monaci taoisti.

Il discorso di oggi non entra nel merito del wing chun o nel confronto tecnico tra le discipline ma vuole parlare di un concetto comune a tutte le arti marziali: la via (o il tao come direbbero i cinesi) del guerriero. Tale aspetto, in apparente contrasto con le implicazioni etiche di chi si dichiara contrario alla violenza e alla guerra, in realtà nasce da un profondo senso di pace ed armonia con sé stessi ed il mondo che ci circonda.

Dal punto di vista taoista, infatti, l’uso della violenza non è mai finalizzato all’esternalizzazione di pulsioni di rabbia e di odio piuttosto al ricorso necessario, in casistiche particolari e non riconducibili alla nostra volontà, a soluzioni pratiche il cui obiettivo è il ripristino della pace e dell’equilibrio attraverso azioni proporzionate alla situazione stessa.

Il guerriero, essere determinato ed impassibile difronte al pericolo, riesce a svuotare la propria mente e a liberarsi dall’emotività che il combattimento comporta. In quell’istante egli allontana sia i fantasmi del passato che quelli del futuro partecipando appieno al “qui e ora”. In quel preciso istante egli è in armonia con sé stesso e con la realtà che lo circonda, accetta il proprio avversario e si sintonizza con lui. L’ego scompare ed egli agisce senza pensare, l’azione libera dal pensiero diventa pura, il combattimento da mero scontro di due energie diventa arte. L’obiettivo ultimo cessa di essere la vittoria ma diviene il combattimento stesso. La vittoria da fine agognato diviene la conseguenza necessaria di un’azione perfetta.

Questo è a mio avviso ciò che un guerriero, in ogni campo della vita, deve ricercare. Egli non deve mai dimenticare che un’azione pura può essere tale solo quando è libera dall’ego. Il guerriero è un tramite attraverso il quale può fluire l’arte, e non sto parlando dell’arte del combattimento ma dell’arte della vita.

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